LA DOLCE CROCCANTE

FORME

ADVERT

2015

Come tutti i bambini amavo le feste di compleanno. Erano una scusa per interrompere lo studio, giocare fino allo sfinimento e cercare di incrociare lo sguardo di quella compagna di classe che, durante le lezioni, non riuscivo a smettere di osservare. Ma ciò che aspettavo davvero era il tavolo del buffet: pizze, tramezzini e panini verso cui mi lanciavo con la stessa impazienza che oggi vedo nel mio cane prima dei pasti. Ricordo ancora le parole di mia madre, a metà tra imbarazzo e rassegnazione: “Va matto per il salato, però i dolci non li mangia”. La torta, infatti, non era mai il momento più atteso: segnava solo la fine di qualcosa di più vivo e caotico. Forse è anche per questo che, ancora oggi, lo zucchero occupa uno spazio minimo nelle mie abitudini. Eppure esiste un dolce che ha fatto eccezione: non tanto per il gusto, quanto per le persone che lo producono e per la sua storia artigianale. La “Croccante” di Forme, piccolo borgo abruzzese legato ai miei ricordi d’infanzia, tra nonni, animali e giornate lente, è diventata un modo per ritrovare un tempo lontano. Un dolce capace di risvegliare, ancora oggi, anche i ricordi più salati.

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